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Dr. Rath Health Foundation

Dr. Rath Health Foundation

 

Studio dell’Istituto di Ricerca Dr. Rath:
Causa dell’aumento di rischio di infarto nei pazienti che assumono calcioantagonisti: la ridotta produzione di collagene danneggia le cellule delle pareti arteriose

Uno studio scientifico condotto presso l’Istituto di Ricerca Dr. Rath mostra come la prescrizione di farmaci comunemente usati e classificati come inibitori dei canali di calcio (impiegati largamente per la gestione della pressione alta, delle aritmie, dell’angina pectoris e di altre condizioni), possono portare alla carenza della vitamina C all’interno delle cellule. Queste scoperte, pubblicate su American Journal of Cardiovascular Disease (giugno 2016, vol. 6, n. 2), spiegano ora la ragione che si cela dietro l’aumentato rischio delle malattie cardiache, del cancro al seno e dei problemi gengivali segnalati in molti studi clinici con questa classe di farmaci. Ancor più significativo è il fatto che lo studio indica come superare la carenza di vitamina C, fornendo la consulenza scientifica a milioni di medici in tutto il mondo.

La prescrizione degli inibitori dei canali di calcio, sodio e potassio ha raggiunto un giro d’affari di 6 miliardi di dollari nel mondo. Negli Stati Uniti i calcioantagonisti sono all’ottavo posto nella vendita di medicinali sotto prescrizione. Questi impediscono al calcio di penetrare nelle cellule bloccando alcuni canali specifici all’interno della membrana delle cellule che costituiscono le pareti dei vasi sanguigni (muscoli lisci), del cuore (miociti) ed altri tessuti.

Uno studio dell’Istituto di Ricerca Dr. Rath dimostra che oltre a bloccare l’entrata del calcio nelle cellule, questi farmaci ostacolano anche l’assorbimento di vitamina C. Questa è un nutriente essenziale per la produzione di collagene, la molecola fondamentale per la stabilità delle pareti dei vasi sanguigni e del tessuto connettivo. Una carenza di vitamina C può essere dannosa soprattutto nelle pareti arteriose, in quanto può causare danni strutturali a livello microscopico seguiti dalla formazione di placche arteriosclerotiche, la causa di attacchi cardiaci ed infarti.

Lo studio mostra che la nifedipina (ovvero Procardia, Nifediac) limita la produzione di collagene. I calcioantagonisti vengono utilizzati da milioni di pazienti cardiopatici in tutto il mondo per prevenire attacchi cardiaci, ma in questo modo, in realtà, ne incrementano il rischio. Questo è uno dei grandi problemi della cardiologia.

Lo studio dell’Istituto di Ricerca Dr. Rath è particolarmente rilevante in quanto dimostra che la diminuzione nella produzione di collagene dovuta all’uso di calcioantagonisti può essere compensata dall’assunzione di vitamina C, in particolare di palmitato di acido ascorbico, la sua forma liposolubile.

Con la pubblicazione di questi dati scientifici, per i medici è dunque eticamente e scientificamente impossibile prescrivere i calcioantagonisti senza raccomandare l’assunzione giornaliera di vitamina C per supportare i requisiti essenziali di bioenergia cellulare.

27 giugno 2016